Nota: chiaramente sono sotto effetto di droghe. La birra è sempre e solo Sterni, 60 cents, mezzo litro.
Sono stati i giorni più lunghi della mia vita. di quelli in cui appena per caso metti il naso fuori di casa, vieni risucchiata in un vortice della psiche, di una psiche malata.
Dunque, partiamo dal presupposto che in questo mese non ho lavorato una cippola, e dunque non ho un centesimo bucato. Considerando che domani devo pagare 300 euro d'affitto e sotto al letto ne ho 35. E non intendo dire che li ho da un altra parte, neanche in banca visto che matre me li ha messi in mano appena arrivata in Italia i soldi del mese.
Aggiungiamoci anche il particolare del punk (punkticolare!), cioè della sua eliminazione definitiva di me dalla sua vita, drastico come solo un tedesco potrebbe essere.
Aggiungiamo il fatto che ho lavorato solo lunedì e stamattina e questo ha creato un oceano di tempo da dover riempire; e io mi annoio molto, molto facilmente. Dunque, già lunedì sera sono sgattaiolata a casa del mio collega alle 2 di notte. Me ne sono andata il pomeriggio dopo; la mattina dopo, alle 6, ero ancora lì. E me ne sono andata di nuovo di pomeriggio.
Anche qui come, era mercoledì. Sia chiaro che non ci ho scopato in nessun modo possibile, ma neanche limonare. Ammetto anche che, magari anche un po' per vendetta (anche se non verso di lui, ovviamente), ho fatto la troia tutta la sera, in puro senso provocatorio. Eh si, ho fatto proprio la stronza. Ma ogni tanto bisogna anche ritrovare un po' di equilibrio.
E mi sono anche messa a piangere più volte perché mi giravo e vedevo il punk.
Gesù che strazio.
Dunque, dicevo, è mercoledì.
E mercoledì' c'è stato il piatto totale, con due sbalzi improvvisi, poi di nuovo il piattume, in modo istantaneo. Il primo sbalzo e' stato, appunto, il punk che mi ha eliminata da msn. L'altro era il fatto che finalmente, dopo 3 giorni di sopralluoghi (e chiaramente chilometri e chilometri a piedi), avevo trovato Patrizio al lavoro. Sono passata presto, andando a cena dello Svizzero (un amico di Vale), l'ho visto, sono entrata, gli ho dato il quaderno che gli scrivevo dalla 2° volta che ci siamo visti - dunque dall'anima colma di tempo-, lui imperplessitissimo, lo saluto e me ne esco.
Poi però c'è stato anche stato il ritorno, dalla cena. Passo davanti in tram, iper-uber-sicurissima che non sarei stata cosi idiota da rientrarci. Lo vedo fuori, solo due tavoli occupati, lui seduto che fuma. E cazzo, se anche solo vagamente ne sarebbe potuta valere la pena..perché no!
Scendo dal tram, torno indietro a piedi. Ovviamente faccio la scena del .. “sto casualmente passando di qui" (che poi ogni volta ci passo sempre dalla stessa direzione, dato che la fermata e' là), lui mi saluta scazzato, mi viene comunque da fermarmi, due bla bla, ci infila un annoiatissimo “va bè, se vuoi passare a bere qualcosa a chiusura..”, al quale rispondo un quasi quasi freddo “mandami un messaggio se c'avrai ancora voglia, che non ho intenzione di aspettare per niente.”
Ovviamente, silenzio tomba.
Torno a casa, ed e' giovedì'. Dormo, dopo non so bene quanto. Dormo ben fino alle 7.30.
Vado in down totale, di quelli che pensi di non uscire mai più di casa per il resto della tua vita. Mi deprimo al punto tale da mettermi ad ascoltare i Joy Division. come un'emo di una generazione migliore di questa. Sto a letto rimuginando tra vendette e strategie per fargli capire quanto tengo a lui. Oltre la depressione, la bipolarità dunque.
Perché sta cosa che potrei non rivedere mai più il punk, mi massacra davvero.
Poi vedendo pure Patrick che si comporta nello stesso IDENTICO modo, mi fa proprio dire - va be' ma allora sono io cazzo. (facendo finta di non pensare a Fede)
Verso mezzogiorno, arriva a casa Vale. Era da sabato che si faceva i cazzi suoi, tra Martino e lo Svizzero, senza nemmeno tornare mai a casa. Io che ero lievemente innervosita da questa cosa, visto che comunque odio vivere da sola (basta vedermi per capire a che cosa può portarmi), appena mi ha risposto in tono vagamente acido, mi sono saltati i nervi. Un paio di frasucole stridule e tronche, poi io in camera e lei esce.
Al che la seguo a ruota (controllando dalla finestra che se ne fosse già andata) , decidendomi che se dovevo morire in quella stanza, avevo almeno il diritto di essere fatta.
E mi sono anche messa a piangere più volte perché mi giravo e vedevo il punk.
Gesù che strazio.
Dunque, dicevo, è mercoledì.
E mercoledì' c'è stato il piatto totale, con due sbalzi improvvisi, poi di nuovo il piattume, in modo istantaneo. Il primo sbalzo e' stato, appunto, il punk che mi ha eliminata da msn. L'altro era il fatto che finalmente, dopo 3 giorni di sopralluoghi (e chiaramente chilometri e chilometri a piedi), avevo trovato Patrizio al lavoro. Sono passata presto, andando a cena dello Svizzero (un amico di Vale), l'ho visto, sono entrata, gli ho dato il quaderno che gli scrivevo dalla 2° volta che ci siamo visti - dunque dall'anima colma di tempo-, lui imperplessitissimo, lo saluto e me ne esco.
Poi però c'è stato anche stato il ritorno, dalla cena. Passo davanti in tram, iper-uber-sicurissima che non sarei stata cosi idiota da rientrarci. Lo vedo fuori, solo due tavoli occupati, lui seduto che fuma. E cazzo, se anche solo vagamente ne sarebbe potuta valere la pena..perché no!
Scendo dal tram, torno indietro a piedi. Ovviamente faccio la scena del .. “sto casualmente passando di qui" (che poi ogni volta ci passo sempre dalla stessa direzione, dato che la fermata e' là), lui mi saluta scazzato, mi viene comunque da fermarmi, due bla bla, ci infila un annoiatissimo “va bè, se vuoi passare a bere qualcosa a chiusura..”, al quale rispondo un quasi quasi freddo “mandami un messaggio se c'avrai ancora voglia, che non ho intenzione di aspettare per niente.”
Ovviamente, silenzio tomba.
Torno a casa, ed e' giovedì'. Dormo, dopo non so bene quanto. Dormo ben fino alle 7.30.
Vado in down totale, di quelli che pensi di non uscire mai più di casa per il resto della tua vita. Mi deprimo al punto tale da mettermi ad ascoltare i Joy Division. come un'emo di una generazione migliore di questa. Sto a letto rimuginando tra vendette e strategie per fargli capire quanto tengo a lui. Oltre la depressione, la bipolarità dunque.
Perché sta cosa che potrei non rivedere mai più il punk, mi massacra davvero.
Poi vedendo pure Patrick che si comporta nello stesso IDENTICO modo, mi fa proprio dire - va be' ma allora sono io cazzo. (facendo finta di non pensare a Fede)
Verso mezzogiorno, arriva a casa Vale. Era da sabato che si faceva i cazzi suoi, tra Martino e lo Svizzero, senza nemmeno tornare mai a casa. Io che ero lievemente innervosita da questa cosa, visto che comunque odio vivere da sola (basta vedermi per capire a che cosa può portarmi), appena mi ha risposto in tono vagamente acido, mi sono saltati i nervi. Un paio di frasucole stridule e tronche, poi io in camera e lei esce.
Al che la seguo a ruota (controllando dalla finestra che se ne fosse già andata) , decidendomi che se dovevo morire in quella stanza, avevo almeno il diritto di essere fatta.
Uban, Kotti, cambio, una fermata, birra allo spaeti: magic Gorli Park, just in front of me!
Entro, poco fiduciosa, leggendo 'Chiedi alla polvere' senza alzare gli occhi (non ne ho più bisogno per andar là) da quando mi sono seduta nella uban.
C'è' lì il tipo di sempre, con altri due. Unodeidue me la da, e quellodisempre gli ripete a nastro “Ma no ma va ! Ma dagliene di più che e' sempre qui!”.
Entro, poco fiduciosa, leggendo 'Chiedi alla polvere' senza alzare gli occhi (non ne ho più bisogno per andar là) da quando mi sono seduta nella uban.
C'è' lì il tipo di sempre, con altri due. Unodeidue me la da, e quellodisempre gli ripete a nastro “Ma no ma va ! Ma dagliene di più che e' sempre qui!”.
..
Unodeidue prova a porgermela, ma io al suono di quelle celestiali parole (ricordo che e' tempo di carestia dura), non muovo un dito.
Ottenuto il raddoppio della quantità', sorrisone e me ne vado. Quellodisempre mi segue. “Ne fumiamo una insieme qui?”
Il mio primo pensiero e' stato “Non mi farà mai usare la mia.”. E quindi, un immediato “ok'” e' uscito prima che me ne rendessi conto.
Bordo parco, “Ma non parli inglese eh?” “Eh proprio no..”
Il tedesco per me e' una lenta tortura che conduce drittodritto alla follia.
Al che, finite le tre frasi in croce che potevamo scambiarci, sia per il ma-che-cazzo-ci-abbiamoin-comune?, sia per il sono-fatta-e-non-capisco-assolutamente-nulla.
Ottenuto il raddoppio della quantità', sorrisone e me ne vado. Quellodisempre mi segue. “Ne fumiamo una insieme qui?”
Il mio primo pensiero e' stato “Non mi farà mai usare la mia.”. E quindi, un immediato “ok'” e' uscito prima che me ne rendessi conto.
Bordo parco, “Ma non parli inglese eh?” “Eh proprio no..”
Il tedesco per me e' una lenta tortura che conduce drittodritto alla follia.
Al che, finite le tre frasi in croce che potevamo scambiarci, sia per il ma-che-cazzo-ci-abbiamoin-comune?, sia per il sono-fatta-e-non-capisco-assolutamente-nulla.
Dieci minuti dopo eravamo già al massaggio alle spalle, con lui che teneva tra le mani una busta d'erba da 10 euro con tanto di grammo cocaina omaggio.
No comment, davvero.
Al che, mi davo già per spacciata, comprendendo l'etimologia del termine.
In un tono simile a quello che aveva la campanella della prova d'incendio a scuola durante un compito a sorpresa (che sicuramente con un incendio non sarebbe suonata, visto che e' elettrica. almeno, cosi' credo dalle elementari), mi suona il cellulare: Debbie. Va bè, avevo promesso giusto dodici ore prima di eliminare lei e la sua schifosità dalla mia vita, ma a quel punto niente poteva essere peggio di quella situazione. D'altra parte però, mi sembrava anche giusto tenermelo buono uno così.
Gli dico che era il mio capo che mi diceva che la sera dovevo lavorare e che quindi era meglio che andassi a casa (erano le 2 di pomeriggio intanto). Pare che ci creda, quindi di nuovo: birra allo spaeti, (specifico un attimo che ero in maglietta/pigiama nera, con scritto "my favourite monsters" e sotto disegnati tanti mostriciattoli, senza neanche il reggiseno, gonna di jeans e infradito. il ritratto della sciattezza insomma), Uban e discesa a Rosenthaler. E di nuovo in zona Kastaniennalle (che è dove ho visto il punk per caso l ultima volta e dove lavora Patrick), ma Debbie, doveva rimanere lì. E se non c'è' proprio alterativa.. Spaeti, birra.
In un tono simile a quello che aveva la campanella della prova d'incendio a scuola durante un compito a sorpresa (che sicuramente con un incendio non sarebbe suonata, visto che e' elettrica. almeno, cosi' credo dalle elementari), mi suona il cellulare: Debbie. Va bè, avevo promesso giusto dodici ore prima di eliminare lei e la sua schifosità dalla mia vita, ma a quel punto niente poteva essere peggio di quella situazione. D'altra parte però, mi sembrava anche giusto tenermelo buono uno così.
Gli dico che era il mio capo che mi diceva che la sera dovevo lavorare e che quindi era meglio che andassi a casa (erano le 2 di pomeriggio intanto). Pare che ci creda, quindi di nuovo: birra allo spaeti, (specifico un attimo che ero in maglietta/pigiama nera, con scritto "my favourite monsters" e sotto disegnati tanti mostriciattoli, senza neanche il reggiseno, gonna di jeans e infradito. il ritratto della sciattezza insomma), Uban e discesa a Rosenthaler. E di nuovo in zona Kastaniennalle (che è dove ho visto il punk per caso l ultima volta e dove lavora Patrick), ma Debbie, doveva rimanere lì. E se non c'è' proprio alterativa.. Spaeti, birra.
Mi racconta che prima era in Alexander Platz: c'era un bambino mulatto al telefono, la polizia gli è saltata addosso da dietro, in tre agenti l'hanno bloccato per le mani, ammanettato, buttato a terra..e mentre cadeva gli sono partiti dalla bocca una marea di mini sacchettini colorati. Lui e tutti i suoi 12 anni, impassibili.
A quel punto serviva un'altra birra.
Poi, con tutta la sua orrendezza (e io non sono cosi inclemente di solito..) mi dice che si e' innamorata. E va be', se Dio mi conduce all'alcolismo, non posso che arrendermene.
Lei va al lavoro, io torno a casa, com'era il progetto iniziale, a suicidarmi. Solo che ormai era passato cosi' tanto tempo (erano le 18) che avevo già cambiato idea.
Rifletto sul da farsi, fumo. Fumo, e mando un messaggio a Vale: “sappi che non ce l'ho con te, sono solo incazzata nera con il punk, ma non c'è' un cazzo di cui parlare, quindi preferisco stare per i fatti miei.anyway, che fai? io avrei intenzione di farmela passare e andare alla serata techno al cccp”.
Lei va al lavoro, io torno a casa, com'era il progetto iniziale, a suicidarmi. Solo che ormai era passato cosi' tanto tempo (erano le 18) che avevo già cambiato idea.
Rifletto sul da farsi, fumo. Fumo, e mando un messaggio a Vale: “sappi che non ce l'ho con te, sono solo incazzata nera con il punk, ma non c'è' un cazzo di cui parlare, quindi preferisco stare per i fatti miei.anyway, che fai? io avrei intenzione di farmela passare e andare alla serata techno al cccp”.
Risposta: “sto piangendo un pochino al dussman, mi ha mandato un messaggio Patrick”.
E che cazzo, io sono passata ieri sera a dargli il libro del nostro amore, e lui chiama lei?
Ma un limite ce l'ha?
Al che mi trovo con Vale, allo spaeti a Rosenthaler. Per un po' c'è anche lo Svizzero. Un paio di birre, poi ognuno a casa sua. Sono, non so ancora una volta come, le 22. Sia io che Vale siamo ultra fatte e gonfie di birra come dei veri barboni che si rispettino. Torniamo a casa per ben altri 15 minuti e poi ci troviamo allo spaeti, chiaramente a Rosenthaler con una coppia etero tedesca e un gay (con l'apostrofo?).
E che cazzo, io sono passata ieri sera a dargli il libro del nostro amore, e lui chiama lei?
Ma un limite ce l'ha?
Al che mi trovo con Vale, allo spaeti a Rosenthaler. Per un po' c'è anche lo Svizzero. Un paio di birre, poi ognuno a casa sua. Sono, non so ancora una volta come, le 22. Sia io che Vale siamo ultra fatte e gonfie di birra come dei veri barboni che si rispettino. Torniamo a casa per ben altri 15 minuti e poi ci troviamo allo spaeti, chiaramente a Rosenthaler con una coppia etero tedesca e un gay (con l'apostrofo?).
Un paio di birre e poi serata techno sia.
Al Cccp, il gay ci conduce ad una nuova dipendenza: i New Russian. Uno shottino con i colori della Russia (o almeno, cosi m han detto..che ora che ci penso per quanto ne so io poteva prendermi per il culo senza che io sapessi minimamente come fosse la bandiera della Russia) fortissimo e tantissimo, con un liquore dolcissimisimo alla fine. Divino.
E secondo giro sia.
Poi uno Jegermeister, poi la techno stufa..e di nuovo speati. Di nuovo io e Vale da sole. Di nuovo io e Vale da sole ubriache nelle prossimità di Patrick. E si sa che siamo in giro alle 3 del mattino, e' perché sa che siamo ubriache e se siamo ubriache e siamo insieme, lui non può che divertirsi.
Come da manuale, Vale gli scrive. Gli dice che stava lavorando e che sarebbe arrivato per le 4. Ancora un'ora allo spaeti. Guardo Vale e le chiedo quando è stata l'ultima volta che ha mangiato. Compriamo un tocco di pane con dentro un tocco di spinaci, tutto di forma perfettamente geometrica. E il primo morso diventa il primo sputo. Altri 50 cents persi per strada.
E secondo giro sia.
Poi uno Jegermeister, poi la techno stufa..e di nuovo speati. Di nuovo io e Vale da sole. Di nuovo io e Vale da sole ubriache nelle prossimità di Patrick. E si sa che siamo in giro alle 3 del mattino, e' perché sa che siamo ubriache e se siamo ubriache e siamo insieme, lui non può che divertirsi.
Come da manuale, Vale gli scrive. Gli dice che stava lavorando e che sarebbe arrivato per le 4. Ancora un'ora allo spaeti. Guardo Vale e le chiedo quando è stata l'ultima volta che ha mangiato. Compriamo un tocco di pane con dentro un tocco di spinaci, tutto di forma perfettamente geometrica. E il primo morso diventa il primo sputo. Altri 50 cents persi per strada.
Alla terza Sterni battuta dallo spaeti che già' ci ama come fossimo figlie sue, decidiamo che l'unica soluzione, è andare sull'altalena. Dunque andiamo al parco lì di fianco, ci incastriamo nel cesto (quello tondo, dondolante, qui posto ad un'altezza spropositata a confronto di quello che sono le nostre gambe, ma anche a quella che e' la nostra lucidità).
Precisamente, io: “Mah, io faccio cosi di solito..” e ci cado dentro in piena faccia e a gambe all'aria.
Appena salgo mi accorgo che il vestito da calabrese povera ma terrona di Vale e' esattamente identico a quello che aveva Bambam dei Flistones. Io ne rido di brutto, lei per niente.
Appena salgo mi accorgo che il vestito da calabrese povera ma terrona di Vale e' esattamente identico a quello che aveva Bambam dei Flistones. Io ne rido di brutto, lei per niente.
All'alba di un quarto le cinque, pieno sole sulle nostre facce color bandiera russa, Patrizio, si degna della sua presenza. Si siede a terra, io sono in una posizione improponibile su una giostra, impaurita nel muovermi che mi partisse qualche tendine; Vale lo raggiunge, e lui indicando il vestito le urla “Bambambammmm!”.
Questo si che e' vero amore.
Si chiacchiera, si tirano le 7. Io alle 11 iniziavo a lavorare e lì iniziava a diventare noioso. Momento perfetto per andare a dormire. Saluto, Vale dice che mi raggiungerà in dieci minuti, come effettivamente ha sempre fatto. Lui e' confusissimo dal fatto che io me ne stia andando, mi segue non solo con gli occhi ma con tutta la facciona, senza alcun ritegno, finché' non scendo i gradini. E io mi curo che lui lo faccia, chiaramente.
Prendo la uban, arrivo a casa, milionesima canna, piadina, "Giardini in autunno" e il sonno e' giustamente arrivato.
Erano le 7.45.
Alle 8.30, mi sveglio. Casa vuota "..Vale?...Vale?". Keine Vale hier.
Ecco, lo sapevo, lui le ha detto tutto, le ha fatto vedere il quaderno..ora che cazzo faccio? La chiamo e non risponde. La richiamo, telefono spento.
Panico totale.
Ora torna a casa e io che cosa le rispondo? Con che coraggio posso guardarla negli occhi?
Questo si che e' vero amore.
Si chiacchiera, si tirano le 7. Io alle 11 iniziavo a lavorare e lì iniziava a diventare noioso. Momento perfetto per andare a dormire. Saluto, Vale dice che mi raggiungerà in dieci minuti, come effettivamente ha sempre fatto. Lui e' confusissimo dal fatto che io me ne stia andando, mi segue non solo con gli occhi ma con tutta la facciona, senza alcun ritegno, finché' non scendo i gradini. E io mi curo che lui lo faccia, chiaramente.
Prendo la uban, arrivo a casa, milionesima canna, piadina, "Giardini in autunno" e il sonno e' giustamente arrivato.
Erano le 7.45.
Alle 8.30, mi sveglio. Casa vuota "..Vale?...Vale?". Keine Vale hier.
Ecco, lo sapevo, lui le ha detto tutto, le ha fatto vedere il quaderno..ora che cazzo faccio? La chiamo e non risponde. La richiamo, telefono spento.
Panico totale.
Ora torna a casa e io che cosa le rispondo? Con che coraggio posso guardarla negli occhi?
Deciso: le dico che me lo aveva chiesto di fare un sacco di tempo fa, ed era cosi, solo una cosa tenera.
Credibile quanto la storia delle radiografie al ginocchio quando sono andata a Milano andata-ritorno in giornata solo per scopare con F.
Mi arrovello nel letto, morente di caldo, mezza nuda, con i piedi verso la testata per poter respirar di più. Ho creduto di soffrire anche d'asma, per un attimo.
Tempo dieci minuti, sento la chiave nella serratura. Muoio un attimo dentro, Vale mi guarda e ride, mi rianimo. Lascia la porta aperta, fa un giro per casa, in silenzio e mi fa: "Non c e' Martin vero?" "Perché mai ci dovrebbe essere Martin qui?".
Ed entra Patrick.
Bella lì.
Come sempre, mi invadono il letto. Propongo dignitosamente di spostarci in sala. Lui canticchia "beer beer beeer!".
Mi alzo, mi vesto, vado in sala. PC, musica, birra e canna. Tra due ore devo essere al lavoro.
Vale va a farsi la doccia. P. mi bacia, ho letto tutto, dobbiamo parlare assolutamente, ti prego ti voglio (ho chiuso il quaderno con "So, you want me? Fucking come on and break the door down, I'm ready"). Mi bacia dolce come non aveva mai fatto e io mi sciolgo come un porceddu su' foco.
If you want me why you call her and not me?!
E mi bacia.
Si va be'. Blablablaaaaaaaaaaa.
In un mix ubriaco di tedesco inglese:
"Du willst me nur when you are so drunk that you cannot even hope in an erection. quite useless, oder?" (mi vuoi giusto quando sei cosi ubriaco da non poter neanche sperare in un erezione. abbastanza inutile, no?)
No baby, i need to meet you.. tomorrow, in the night, at 4..
Ma incontrarci alle 22 come dei bravi cristiani mai eh?
Non rispondo, ma lo bacio. Risbuca Vale. Ah, i bei vecchi tempi dei limoni nascosti. Gesù che stress.
Mi doccio e mi preparo per andare al lavoro. Lui si addormenta nel mio letto e lei e' lì di fianco a guardare un film.
Vado al lavoro, ubriaca fradicia. Apparentemente, completamente sana (a detta anche di persone affidabili a riguardo). Scivolone in mezzo alla sala, mentre lavavo i tavoli. Mi sfracello nuovamente di faccia. Riprendo a lavare i tavoli e mi si infilza una scheggia di legno nel pollice. In ogni caso, riesco a sopravvivere per le 8 ore e torno a casa.
Patrick se n'è' appena andato.
Vale: - E poi stamattina abbiamo scopato un pochino..
Io: - Ma proprio qui nel mio letto? Proprio dove sono sdraiata ora?
Mi lancia uno sguardo agghiacciante da - Ma stai zitta almeno, troia.
Al che rientro col mio molle corpo nel guscio e mi ammutolisco.
Lei va da Martin e io scrivo un messaggio a Patrick "I'll be at home alone bis tomorrow morning. das ist mir egal." ( sono a casa da sola fino a domattina, ma fai un po quel cazzo che ti pare.)
Al che ora mi sto chiedendo se si capisse il senso del "se vuoi venire, cosi mi dici quello che devi dirmi..".
Spero di no, che almeno magari magari dopo aver riscattato 100 euro al lavoro verso l'1, posso andare a dormire, anche se non proprio serena serena.
Credibile quanto la storia delle radiografie al ginocchio quando sono andata a Milano andata-ritorno in giornata solo per scopare con F.
Mi arrovello nel letto, morente di caldo, mezza nuda, con i piedi verso la testata per poter respirar di più. Ho creduto di soffrire anche d'asma, per un attimo.
Tempo dieci minuti, sento la chiave nella serratura. Muoio un attimo dentro, Vale mi guarda e ride, mi rianimo. Lascia la porta aperta, fa un giro per casa, in silenzio e mi fa: "Non c e' Martin vero?" "Perché mai ci dovrebbe essere Martin qui?".
Ed entra Patrick.
Bella lì.
Come sempre, mi invadono il letto. Propongo dignitosamente di spostarci in sala. Lui canticchia "beer beer beeer!".
Mi alzo, mi vesto, vado in sala. PC, musica, birra e canna. Tra due ore devo essere al lavoro.
Vale va a farsi la doccia. P. mi bacia, ho letto tutto, dobbiamo parlare assolutamente, ti prego ti voglio (ho chiuso il quaderno con "So, you want me? Fucking come on and break the door down, I'm ready"). Mi bacia dolce come non aveva mai fatto e io mi sciolgo come un porceddu su' foco.
If you want me why you call her and not me?!
E mi bacia.
Si va be'. Blablablaaaaaaaaaaa.
In un mix ubriaco di tedesco inglese:
"Du willst me nur when you are so drunk that you cannot even hope in an erection. quite useless, oder?" (mi vuoi giusto quando sei cosi ubriaco da non poter neanche sperare in un erezione. abbastanza inutile, no?)
No baby, i need to meet you.. tomorrow, in the night, at 4..
Ma incontrarci alle 22 come dei bravi cristiani mai eh?
Non rispondo, ma lo bacio. Risbuca Vale. Ah, i bei vecchi tempi dei limoni nascosti. Gesù che stress.
Mi doccio e mi preparo per andare al lavoro. Lui si addormenta nel mio letto e lei e' lì di fianco a guardare un film.
Vado al lavoro, ubriaca fradicia. Apparentemente, completamente sana (a detta anche di persone affidabili a riguardo). Scivolone in mezzo alla sala, mentre lavavo i tavoli. Mi sfracello nuovamente di faccia. Riprendo a lavare i tavoli e mi si infilza una scheggia di legno nel pollice. In ogni caso, riesco a sopravvivere per le 8 ore e torno a casa.
Patrick se n'è' appena andato.
Vale: - E poi stamattina abbiamo scopato un pochino..
Io: - Ma proprio qui nel mio letto? Proprio dove sono sdraiata ora?
Mi lancia uno sguardo agghiacciante da - Ma stai zitta almeno, troia.
Al che rientro col mio molle corpo nel guscio e mi ammutolisco.
Lei va da Martin e io scrivo un messaggio a Patrick "I'll be at home alone bis tomorrow morning. das ist mir egal." ( sono a casa da sola fino a domattina, ma fai un po quel cazzo che ti pare.)
Al che ora mi sto chiedendo se si capisse il senso del "se vuoi venire, cosi mi dici quello che devi dirmi..".
Spero di no, che almeno magari magari dopo aver riscattato 100 euro al lavoro verso l'1, posso andare a dormire, anche se non proprio serena serena.
Ed è subito domenica.
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