venerdì 27 agosto 2010

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Ieri ultimo giorno di lavoro.
Sono iniziati i saluti e, soprattutto, i festeggiamenti: visto che ripartire mi e´ pressoche´ ineccepibile al momento, puo´ essere una buona, ennesima scusa per bere ininterrottamente giorno e notte.
E non c´é niente da dire, sono di ottimo umore. Neanche se Pete Doherty fosse qui con me a cantarmi "For lovers" sarei tanto pimpante.
E finito al lavoro, sono andata con un amico a ballare, tornata a casa, alle 5, scrivo al biondo:
"When i m bed, before i sleep,i put a hand on my back, just up the ass, and with the other hand i touch me. This since last day spent with you, thinkin´ that s your your hand and that s your body behind me. I could do it only thinkin about you. Make it happens again."
Subito dopo, sono crollata come una bimba sotto sedativi.
Alle 8 mi sveglio, lavo i denti (megli tardi che mai) e do un occhio al cellulare: 10 chiamate perse e 2 messaggi.
Ecco una delle ragioni per cui e´ lo stronzo migliore che abbia mai avuto vicino: quando faccio qualcosa per lui, lo apprezza sempre.
"Ich will dich jetzt!" (ti voglio ora)
Lo richiamo, cerchiamo di organizzarci per trovarci nei prossimi giorni, fallendo.
L´importante per me, come sempre, e´ sapere che lo vuoi. Cosí sono davvero sicura che ci vedremo, molto piu´ che se mi avessi dato un appuntamento, che quelli saltan via come tappi di birre.
Sono le 11.40 e non mi sono ancora riaddormentata; anzi, mi sono alzata, Dr Martens, calzoncini e maglietta del pigiama (chiaramente senza reggiseno, che importerebbe poco se non avessi la 4°). Diretta diretta al kebabbaro sotto casa (lo stesso che due giorni fa mi ha tristemente confidato, senza che me ne interessassi minimanete: "Non faccio l´amore da 6 settimane..lavoro sempre".
Col mio bel falafel in mano, fatto la spesa e guardato un film.
Quello che di solito faccio in tutta la giornta l´ho riassunto in una mattinata. Ed la specialita´ del week end sara´ Berghain domenica mattina. Come m´ha detto l´accompagnatore in questione, gay: "Domenica mattina mi piace molto fare branch, bere un poco prosecco, sf! un po´ di speed e poi Berghain".
Mia nonna, domenica mattina va a messa. Io vado in una discoteca tendenzialmente omosessuale dove servono la cocaina sui vassoi, dove regna il sesso libero e la techno inizia il venerdi´ e continua ininterrottamente fino al lunedi´ successivo.

Forse forse, e´ anche per questo che son contenta come una pasqua: tornare a casa vorra´ dire dormire, dormire, dormire.

domenica 22 agosto 2010

Ce monde icy n'est qu'une misère

Ce monde icy n'est qu'une misère
Et l'autre n'est qu'une chimere
Bienhereux qui f...e qui boit
J'y vivray tousjour de la sorte,
Priant le bon Dieu qu'ainsi soit
Jusqu'a ce qu'un Diable m'emporte.

Claude de Blot l'Eglise


("Questo mondo è una miseria, e l'altro non è che una chimera. Fortunato chi f… e beve. Io affiderò la mia vita alla fortuna pregando il buon Dio che sia così fino alla fine quando un Diavolo mi trascini via.")

Tornerai strisciando,

Ci sto pensando meno; o forse sono solo più affaccendanta in altro. Sta di fatto che l'ossessione si sta dissipando in pensieri sporadici, che poi siano le circostanze a determniarlo, poco importa.

Però oggi è domenica, non lavoro e ho l'herpes. Dunque, finchè c'è luce non mi sogno di uscire: nessuna distrazione, vuol dire nient altro che un buon vecchio punkpunk celebrale.

In questo periodo di pensieri lenti, mi si è palesato che il fascino della sua semplicità celebrale ha un prezzo più alto di quanto credessi. Tipo che io mai avrei creduto che fosse uno che uscisse la sera dicendo "Stasera tiro su la prima a caso e me la faccio", se non altro perchè lui era quello che appena in tv c'era una scena di sesso diventava tutto rosso e cambiava canale. Io ero quella che invece mentre lui dormiva si guardava i peggio porno ridendo come un'idiota.
E che tu lo volessi o meno, negli ultimi mesi è con me sei cresciuto, a quanto pare, nel peggiore dei modi. Perchè se io ci tenevo che tu ti sentissi uomo e capace, se ci tenevo che fossi siuro di te, non era certo per farti uscire con delle troiette neanche diciottenni con la bava alla bocca.
Ma una volta asciugato il rigolo viscido, che ti resta?
Se ti va bene trovarti per casa una che non sa che ridacchiare e che entro tre mesi inizierebbe a romperti il cazzo perchè bevi e fumi, allora fai pure, che io una relazione del genere sono fiera di non potertela mai dare.
D'altro canto, ho l'impressione che non sia esattamente quello che vuoi nemmeno tu. E quando lo capirai, tornerai strisciando. Perchè se credi di poter fare con tutte quello che facevi con me, ti sbagli di grosso. Perchè se credi che il mio libertinismo sia una rivelazione sulle donne, non hai capito proprio niente.
Che per fortuna ci sono donne con ben più autostima di me che non ci pensano neanche a considerare il sesso come te l'ho insegnato io.
Perchè per quello sono disposta anche a accettarlo per quello che era, ma per tutto il resto avrei da ridire; secondo i miei calcoli potrò farlo quando tornerai, che a quel punto avrei il coltello dalla parte del manico.
Nei miei calcoli succede sempre che l'altro se ne va per un periodo, poi quando torna io sono più figa che mai. E' da anni che la penso così e il fatto che non è che sia proprio mai andata così linearmente, non mi fa cambiare opinione.

Dunque schatzi, io tra una settimana me ne vado da Berlino. Ti ho lasciato poche possibilità di rintracciarmi, così che se lo farai è sarà perchè davvero lo vuoi.
E se no, ti verrò a rompere le gambine appena potrò farlo in tedesco, che viene molto meglio. E allora, dovrai strisciare per forza.

lunedì 9 agosto 2010

E io che vorrei solo annoiarmi a morte.

sono semplicemente stanca morta.
devo stare sempre attenta ad ogni cosa che faccio, al lavoro perché è il lavoro, con vale perché devo stare attenta che non scopra niente di p. e diventa sempre più difficile, che ha visto la sua felpa in camera mia, potrebbe tranquillamente guardarmi le mail e leggere il blog, se volesse sapere davvero la verità. E io che di tanto in tanto provo a nascondere tutto questo goffamente; è che sarebbe un sacco di lavoro da fare e io non ho tutto quel tempo, ne tutta questa meticolosità d'agire.
Poi perché il punk,al solito, è risparito. Mi sono ricapitolata brevemente la situazione:
Io: Ok, that's quite probably that I'm coming crazy, of course, but I always wonder about what you're doing and I feel lost without know it..it sounds stupid, but now, I'm not able to do nothing else except this. I can’t do anything except be in love with you and all I do is miss you.
now you know what there's in my mind.
I'm also quite sure that you are not really so interesting in it. But at this point also “I don't give a fuck, shut up” could be enough as answer.
At least, say this. Because these silences kill me.
lui: o.O...ohh thats not my mind...i must work from the mornig to the night in the last time...sorry...you can every day come to my in the in the evenings...i think if you come from 8 to 12 is ok...then we can us to converse...k?
it´s to mean no harm...
why you don´t come to me...i think i have sayed to you you can come to me everytime..
naja liebe grüße jean
(NB. notare bene il "bè, tanti saluti finale.."..)
Al che ho aspettato una settimana, il 26 luglio sono andata li e chiaramente, non mi ha aperto (ma credendo che nn ci fosse nessuno, visto che il cane non abbaiava al citofono, ho aspettato come una rincoglionita per ben 3 ore fuori, tanto per non perdere l'abitudine. Lui, chiaramente, mai arrivato).
Vogliamo fargliene una colpa? ma và, non sapeva che ci sarei andata.
dunque torna a casa, scrivigli un messaggio tranquillo dicendo "sono venuta ma non c'eri, dimmi tu quando ci sei".
nessun fronzolo, pulito e garbato.
Al che, avvenne la tragica scoperta che con myspace, ti dice anche se l'altro lo legge il messaggio e quando.
Quindi si sa che la legge il giorno dopo a mezzogiorno (cioè io gli scrivo sempre tipo alle 4 del mattino, lui, molto più sobrio di me, a mezzogiorno, quando io ancora me la dormo grassa).
La legge e non la caga neanche di striscio.
Al che, ho pazientato 3 giorni, una settimana, dieci giorni. Poi, non ce l'ho più fatta: " you're still a blöder arsch.blablablaaaa. suck."
Ancora una volta nessun fronzolo, semplice, ma molto, molto meno garbato.
Io, che sono una volpe, ho aspettato 4 giorni prima di vedere se mi aveva o meno risposto: sorpresa delle sorprese, dopo quasi una settimana, non l'ha ancora letto.
Al che vorrei sollo seppellirmi. Secondo Vale è in vacanza.
Io sono qui impaurita a morte. Sono completamente pazza, dal suo punto di vista, in effetti. Cioè in un settimana sono passata dallo strisciare all'impugnare una frusta.
Se un giorno dovessi aprire la posta e trovare un suo messaggio, morirei, giuro. Non lo so perché, ho il panico che mi risponda. Dovresti vedermi, quando vedo che era il Tambourine il messaggio nella posta in arrivo, che sospiro di sollievo che mi viene.
Che è stupido, se non volevo sentirlo bastava non scrivergli, no? Così potevo star ben sicura che non mi rispondesse. E invece è come se ormai mi sia arresa al fatto che io, non riuscirò mai a chiudere una storia. Deve essere lui che non mi risponde più, perché è normale che sia così. O meglio, è così che mi è sempre successo, ma questo non lo rende comunque affatto normale, anzi, è malato.
Vorrei davvero non sentirlo mai più. O magari si, ma non ora; ora dovrei solo pensare ad altro, che tanto per dato di fatto è praticamente impossibile che lo riveda prima di settembre. Mi chiedo solo se basterà tornare in Italia per non pensarci più, per riuscire anche solo a baciare qualcun altro. Perché da quando me ne sono andata da casa sua ho dormito con il solito fottio di gente che passa per camera mia, eppure, non ho mai fatto più niente. E' vero, c'è stato patrick, ma quella è una storia diversa, quella è una storia d'orgoglio. Eppure, non lo so come, non ho idea neanche del perché, ma cazzo la nostra è una storia d'amore e vedere che mandi tutto a puttane solo perché ora vuoi farti la tua vita mi soffoca di rabbia. E' che siamo uguali, facciamo le stesse identiche cose. Perché non possiamo farle insieme?
Il suo tempo ce l'avrebbe, non avrei certo intenzione di rinunciare a fare il corso.
In realtà vorrei solo mi "tenesse buona". L'ideale sarebbe che mi promettesse di vivere con me tra un anno e mezzo o due.
Sto diventando folle, eppure è davvero quello che vorrei.
Poi certo, mi guardo in giro e mi chiedo perché mai dovrebbe fare una cosa del genere per me. Poi rivoto lo specchio e vedo che lui non è poi sta gran perfezione, tutt'altro. Eppure nonostante tutto, tutto quello schifo che hai dentro e fuori, tutto il male che ho visto che puoi fare, non riesco a volere altro. E allora penso che insomma, potrebbe essere lo stesso anche per lui. Che è lui che mi aveva detto di andare a stare da lui, era lui che mi aveva scritto per primo, era lui lo stesso che mi abbracciava e lo stesso che appena una settimana fa mi ha scritto che potevo andare da lui quando volevo.
Però non continuo a capire, se è uno stronzo o se semplicemente, prende le cose con molta calma. Che tra l'altro, sarebbe esattamente ciò che vorrei io.
Ed in realtà credo che il sollievo nel vedere che non mi scrive sia proprio uno sperare che non sia folle quanto me. E' tedesco per dio, non può geneticamente provare emozioni così forti.
Sarebbe già questo un caos nel cervello sufficiente, ma invece io ho di più.
Al lavoro è un delirio, c'è un ambiente tesissimo, litigano sempre tutti, il mio capo tira come un dannato e beve a profusione.
Per rendere l'idea, sabato scorso ho lavorato di sera. Eravamo in due camerieri come sempre, i tavoli tutti pieni dentro e tutti pieni fuori, senza sosta dalle 18.30 a mezzanotte. Alle9, ero già in panico. Perché visto che io sono l'unica dei due che è lì da più' di due settimane, era ovvio che gestissi tutto io, esattamente come fossi il mio capo. Dunque, oltre a solite ordinazioni ai tavoli,portare i piatti, sparecchiare, gestire le prenotazioni,apparecchiare e fare i conti c'era anche il gestire il lavoro del cuoco, gestire il lavapiatti\fautore di focacce e insalate, dunque anche coordinare i loro tempismi, e far sì che i frigoriferi fossero sempre pieni.
Alle 21, mi stava venendo un collasso nervoso. In questi casi, il terzo cameriere è sempre, e dico sempre, stato Maurizio (il capo)  ed era lui il primo a incazzarsi se non chiamarlo perché avevamo bisogno. Dunque lo faccio chiamare perché non ho tempo. Arriva con la tipa che fa le pulizie la mattina, nera, 1.80, due tette enormi, i capelli riccissimi, un sorriso smagliante e praticamente nuda.
"Bè che devo fare? Non c'è niente da fare, ve la state cavando"
"Si Mauri, ma io prendo 6 euro all'ora e mi sta per venire un collasso cardiaco, se mi aiutassi sarebbe meglio"
"Eh, dimmi cosa devo fare"
Perfetto, un altro da dover gestire. Per di più con sta puttana che non si scolla da dietro il bancone perché deve parlare con Maurizio. Tipo che per fare un caffè dovevo stare in mezzo tra le tette di lei e il suo cazzo duro.
Raccapricciante, davvero.
"Va bè se non c'hai voglia fa niente, faccio da sola, però devi darmi l'autorizzazione di poter sgridare tutti gli altri,se poi si licenziano non sono affari miei"
Lui fa una faccia scazzata\schifata, gironzola ancora per qualche minuto, poi sparisce nel nulla.
 E la gente, era sempre di più.
Nel giro di dieci minuti, mi chiama Mauri: "Ma si che cazzo te ne frega!!Ma chiudi tutto!!".
Al che l'ho presa davvero come fossi la proprietaria e ho pensato a come potesse lui leggere tutto quello stress da due anni ininterrottamente: ho aperto il frigo e mi sono versata un bicchiere di bianco, poi ho aggiunto un po' di aperol ( non un goccio, un po'). Ecco la risposta.
Tempo mezz'ora ed in effetti la situazione è tornata totalmente sotto controllo, io comandavo e gli altri facevano. Tenendo tutto in perfetto ordine, da perfetta nazi. Peccato solo, fossi ubriaca fradicia. E quando sono ubriaca, come penso sai, divento molesta e troppo, troppo diretta. Al che chiunque mi odiava e io da un divertimento pazzo sono caduta in depressione. Il giorno dopo ho scoperto di averci rimesso anche lo stomaco.

venerdì 6 agosto 2010

Tutto quello che non riuscirei mai a dire guardandoti in faccia.

Pare che la tempesta si sia calmata.
Ieri sera siamo uscite di nuovo io e V.
Tutto come sempre, a bere allo Späti del Jim Beam Cola in lattina per 3 euro e 90. Sapevamo entrambe che c'era un argomento tabù, un io che parlavo del Punk e tu che, per la prima volta, non parlavi di P.
Credo di poter finalmente dire che non vi vedrete mai più. Tu questo lo hai già detto molte volte, ma non c'era nessuna ragione tanto squallida per non vederlo quanto quella che hai invece seduta di fronte a te, a bere dal tuo stesso bicchiere. Per questo non puoi dimenticarti che esista una ragione: tra voi è finita ed io ne sono la prova. Prova a non pensarci, mentre mi chiedi com'è andata al lavoro in questi giorni. Mentiresti se dicessi che l'unica cosa che senti quando parlo è un suono da odiare. Quando mi chiamerai per nome, penserai a P. che ti dice che vuole scopare con me e non con te.
Ci vorrà del tempo perché torni a vedermi come una persona di cui potersi fidare.
Vorrei essere sicura che avrai la pazienza di aspettare, tempo per accettare il fatto di perdere lui e riconoscere che è più importante che ci sia io ancora con te. Che di lui poco importa. Ma a me devi perdonarmi, perché se tu fossi stata nei miei panni avresti fatto lo stesso. Perché sei egoista come me ed è il momento giusto per riconoscerlo.
Mettiamoci una pietra sopra tutte e due, sali sulle mie spalle e saltagli in testa.
Siamo state unite, paradossalmente, nell'averlo, nel seguirlo, nello spiarlo. Nello scoprire tutte le sue menzogne. Mi spiace ammetterlo, ma ti ho riconosciuta complice di tanto in tanto. Che lasciavi dormisse nel mio letto come se nulla fosse, sempre seduto in mezzo noi, mai dal tuo lato, uscire in tre che è più divertente.
Ma tu sei la prima a sapere che le cose sbagliate succedono, che le persone sono cattive senza un limite.
Non mi ricordo neanche tutte le bugie che ti ho raccontato solo per aver modo di parlare di lui come un qualcosa di mio, inventandomi uomini passati e fantasmi presenti. Mi è successo questo, come devo fare? Perché ho bisogno di te, che tu sappia tutto ciò che per me è importante; e lui lo è stato non poco in questi mesi. Nonostante questo abisso di silenzio, ti ho sentita vicina come nessun altro lo è ora.
Ma è un abisso prossimo alla scomparsa, più nessun silenzio e più nessuna verità nascosta.
Quindi non lasciarmi ora, non stancarti di me adesso.
Proverò a riconquistarti, come si fa tra amanti. Ti ricorderò com'ero quando ancora non sospettavi niente e io ero nella parte del giusto.
Tra un mese me ne andrò e non posso permettere di lasciarti ancora imbronciata. Voglio che ti mancherò e che vorrai che tra un anno torni qui da te per vivere insieme, aprire il locale e metterci finalmente del vino bianco nel ghiaccio. Niente più scene di Sterni dimenticate nel freezer il giorno prima messe a scongelare in una ciotola d'acqua calda.
Andrà tutto meglio, avremo una casa in cui ci piacerà vivere, ognuna con la sua stanza e la cucina enorme in cui poter fare tutte le feste che vogliamo. Avremo il parquet di legno bianco grezzo e il balcone con il divano e il tavolino. Un poster di Johnny Cash in sala, le tende con stampate le nostre faccione felici verso l'esterno, la gigantografia di Jessica Beatrice Fletcher in cucina, le matrioske comuniste e il piccola Buddha gaudente.
Abiteremo a Neukölln e ci sarà lo Spätiman sotto casa che ci tratterà come fossimo figlie sue.
Per ora però siamo qui, coi piedi ben a saldi su una moquette grigia che puzza di fumo e sudore. È un inferno in cui è naturale peccare.
Credimi, cambierà tutto.

lunedì 2 agosto 2010

L'incontinenza.


Eccoci arrivati al vero nodo da sbrogliare: "I want both of you.".
Finalmente, lo hai ammesso. Felicemente sorpreso del mio "Lo so, ma non è un problema per me. Però per lei si."
Seduta tra le tue All Star, tu che dall'alto della poltrona ne sorridi, fiero di me, e mi baci. Sembra tutto folle, al punto da avere crisi d'ansia nel sentire la tua pelle nuda sopra di me. Mi viene da urlare, piangere, strapparmi quella carne unta di te da dosso. Mi alzo e mi rivesto, per una, due, cinque volte. Alle sesta, cedo.
E quando cedi, c'è sempre qualcuno che deve passare per vederti cadere.
Quell'uno, quella mattina presta, era un australiano portato a casa solo qualche ora prima, lasciato da principio solo a dormire in camera. Che i genitori, devono fare le cose da grandi, e parlare, e risolvere tutti i problemi che in altre sere si sono ritrovati invece a creare.
Come una pubblicità, appena un attimo prima della scena chiave.
E tutto ricomincia, subito dopo lo stacchetto.
"So we are alone, finally".
Con del tempo che non sappiamo gestire, un me che diventa sempre più pieno di paura e rimorsi.
Invece di arricchirmi, sento solo di implodere a starti vicino. Anche quando mi accorgo di quanto sia facile abbracciarti per dormire. Anche quando in mezzo a tutti, vedo che c'è sempre un filo di sguardi che ci tiene legati.
Lo stesso che si sarebbe dovuto spezzare già molte volte, la certezza che comunque vada, ci rivedremo di nuovo e nulla tra noi sarà cambiato

Successe a Twin Peaks. Ma non solo..


Nota: chiaramente sono sotto effetto di droghe. La birra è sempre e solo Sterni, 60 cents, mezzo litro.

Sono stati i giorni più lunghi della mia vita. di quelli in cui appena per caso metti il naso fuori di casa, vieni risucchiata in un vortice della psiche, di una psiche malata.

Dunque, partiamo dal presupposto che in questo mese non ho lavorato una cippola, e dunque non ho un centesimo bucato. Considerando che domani devo pagare 300 euro d'affitto e sotto al letto ne ho 35. E non intendo dire che li ho da un altra parte, neanche in banca visto che matre me li ha messi in mano appena arrivata in Italia i soldi del mese.
Aggiungiamoci anche il particolare del punk (punkticolare!), cioè della sua eliminazione definitiva di me dalla sua vita, drastico come solo un tedesco potrebbe essere.
Aggiungiamo il fatto che ho lavorato solo lunedì e stamattina e questo ha creato un oceano di tempo da dover riempire; e io mi annoio molto, molto facilmente. Dunque, già lunedì sera sono sgattaiolata a casa del mio collega alle 2 di notte. Me ne sono andata il pomeriggio dopo; la mattina dopo, alle 6, ero ancora lì. E me ne sono andata di nuovo di pomeriggio.
Anche qui come, era mercoledì. Sia chiaro che non ci ho scopato in nessun modo possibile, ma neanche limonare. Ammetto anche che, magari anche un po' per vendetta (anche se non verso di lui, ovviamente), ho fatto la troia tutta la sera, in puro senso provocatorio. Eh si, ho fatto proprio la stronza. Ma ogni tanto bisogna anche ritrovare un po' di equilibrio.
E mi sono anche messa a piangere più volte perché mi giravo e vedevo il punk.
Gesù che strazio.
Dunque, dicevo, è mercoledì.
E mercoledì' c'è stato il piatto totale, con due sbalzi improvvisi, poi di nuovo il piattume, in modo istantaneo. Il primo sbalzo e' stato, appunto, il punk che mi ha eliminata da msn. L'altro era il fatto che finalmente, dopo 3 giorni di sopralluoghi (e chiaramente chilometri e chilometri a piedi), avevo trovato Patrizio al lavoro. Sono passata presto, andando a cena dello Svizzero (un amico di Vale), l'ho visto, sono entrata, gli ho dato il quaderno che gli scrivevo dalla 2° volta che ci siamo visti - dunque dall'anima colma di tempo-, lui imperplessitissimo, lo saluto e me ne esco.
Poi però c'è stato anche stato il ritorno, dalla cena. Passo davanti in tram, iper-uber-sicurissima che non sarei stata cosi idiota da rientrarci. Lo vedo fuori, solo due tavoli occupati, lui seduto che fuma. E cazzo, se anche solo vagamente ne sarebbe potuta valere la pena..perché no!
Scendo dal tram, torno indietro a piedi. Ovviamente faccio la scena del .. “sto casualmente passando di qui" (che poi ogni volta ci passo sempre dalla stessa direzione, dato che la fermata e' là), lui mi saluta scazzato, mi viene comunque da fermarmi, due bla bla, ci infila un annoiatissimo “va bè, se vuoi passare a bere qualcosa a chiusura..”, al quale rispondo un quasi quasi freddo “mandami un messaggio se c'avrai ancora voglia, che non ho intenzione di aspettare per niente.”
Ovviamente, silenzio tomba.
Torno a casa, ed e' giovedì'. Dormo, dopo non so bene quanto. Dormo ben fino alle 7.30.
Vado in down totale, di quelli che pensi di non uscire mai più di casa per il resto della tua vita. Mi deprimo al punto tale da mettermi ad ascoltare i Joy Division. come un'emo di una generazione migliore di questa. Sto a letto rimuginando tra vendette e strategie per fargli capire quanto tengo a lui. Oltre la depressione, la bipolarità dunque.
Perché sta cosa che potrei non rivedere mai più il punk, mi massacra davvero.
Poi vedendo pure Patrick che si comporta nello stesso IDENTICO modo, mi fa proprio dire - va be' ma allora sono io cazzo. (facendo finta di non pensare a Fede)
Verso mezzogiorno, arriva a casa Vale. Era da sabato che si faceva i cazzi suoi, tra Martino e lo Svizzero, senza nemmeno tornare mai a casa. Io che ero lievemente innervosita da questa cosa, visto che comunque odio vivere da sola (basta vedermi per capire a che cosa può portarmi), appena mi ha risposto in tono vagamente acido, mi sono saltati i nervi. Un paio di frasucole stridule e tronche, poi io in camera e lei esce.
Al che la seguo a ruota (controllando dalla finestra che se ne fosse già andata) , decidendomi che se dovevo morire in quella stanza, avevo almeno il diritto di essere fatta.
Uban, Kotti, cambio, una fermata, birra allo spaeti: magic Gorli Park, just in front of me!
Entro, poco fiduciosa, leggendo 'Chiedi alla polvere' senza alzare gli occhi (non ne ho più bisogno per andar là) da quando mi sono seduta nella uban.
C'è' lì il tipo di sempre, con altri due. Unodeidue me la da, e quellodisempre gli ripete a nastro “Ma no ma va ! Ma dagliene di più che e' sempre qui!”.
..
Unodeidue prova a porgermela, ma io al suono di quelle celestiali parole (ricordo che e' tempo di carestia dura), non muovo un dito.
Ottenuto il raddoppio della quantità', sorrisone e me ne vado. Quellodisempre mi segue. “Ne fumiamo una insieme qui?”
Il mio primo pensiero e' stato “Non mi farà mai usare la mia.”. E quindi, un immediato “ok'” e' uscito prima che me ne rendessi conto.
Bordo parco, “Ma non parli inglese eh?” “Eh proprio no..”
Il tedesco per me e' una lenta tortura che conduce drittodritto alla follia.
Al che, finite le tre frasi in croce che potevamo scambiarci, sia per il ma-che-cazzo-ci-abbiamoin-comune?, sia per il sono-fatta-e-non-capisco-assolutamente-nulla.
Dieci minuti dopo eravamo già al massaggio alle spalle, con lui che teneva tra le mani una busta d'erba da 10 euro con tanto di grammo cocaina omaggio.
No comment, davvero.
Al che, mi davo già per spacciata, comprendendo l'etimologia del termine.
In un tono simile a quello che aveva la campanella della prova d'incendio a scuola durante un compito a sorpresa (che sicuramente con un incendio non sarebbe suonata, visto che e' elettrica. almeno, cosi' credo dalle elementari), mi suona il cellulare: Debbie. Va bè, avevo promesso giusto dodici ore prima di eliminare lei e la sua schifosità dalla mia vita, ma a quel punto niente poteva essere peggio di quella situazione. D'altra parte però, mi sembrava anche giusto tenermelo buono uno così.
Gli dico che era il mio capo che mi diceva che la sera dovevo lavorare e che quindi era meglio che andassi a casa (erano le 2 di pomeriggio intanto). Pare che ci creda, quindi di nuovo: birra allo spaeti, (specifico un attimo che ero in maglietta/pigiama nera, con scritto "my favourite monsters" e sotto disegnati tanti mostriciattoli, senza neanche il reggiseno, gonna di jeans e infradito. il ritratto della sciattezza insomma), Uban e discesa a Rosenthaler. E di nuovo in zona Kastaniennalle (che è dove ho visto il punk per caso l ultima volta e dove lavora Patrick), ma Debbie, doveva rimanere lì. E se non c'è' proprio alterativa.. Spaeti, birra.
Mi racconta che prima era in Alexander Platz: c'era un bambino mulatto al telefono, la polizia gli è saltata addosso da dietro, in tre agenti l'hanno bloccato per le mani, ammanettato, buttato a terra..e mentre cadeva gli sono partiti dalla bocca una marea di mini sacchettini colorati. Lui e tutti i suoi 12 anni, impassibili.
A quel punto serviva un'altra birra.
Poi, con tutta la sua orrendezza (e io non sono cosi inclemente di solito..) mi dice che si e' innamorata. E va be', se Dio mi conduce all'alcolismo, non posso che arrendermene.
Lei va al lavoro, io torno a casa, com'era il progetto iniziale, a suicidarmi. Solo che ormai era passato cosi' tanto tempo (erano le 18) che avevo già cambiato idea.
Rifletto sul da farsi, fumo. Fumo, e mando un messaggio a Vale: “sappi che non ce l'ho con te, sono solo incazzata nera con il punk, ma non c'è' un cazzo di cui parlare, quindi preferisco stare per i fatti miei.anyway, che fai? io avrei intenzione di farmela passare e andare alla serata techno al cccp”.
Risposta: “sto piangendo un pochino al dussman, mi ha mandato un messaggio Patrick”.
E che cazzo, io sono passata ieri sera a dargli il libro del nostro amore, e lui chiama lei?
Ma un limite ce l'ha?
Al che mi trovo con Vale, allo spaeti a Rosenthaler. Per un po' c'è anche lo Svizzero. Un paio di birre, poi ognuno a casa sua. Sono, non so ancora una volta come, le 22. Sia io che Vale siamo ultra fatte e gonfie di birra come dei veri barboni che si rispettino. Torniamo a casa per ben altri 15 minuti e poi ci troviamo allo spaeti, chiaramente a Rosenthaler con una coppia etero tedesca e un gay (con l'apostrofo?).
Un paio di birre e poi serata techno sia.
Al Cccp, il gay ci conduce ad una nuova dipendenza: i New Russian. Uno shottino con i colori della Russia (o almeno, cosi m han detto..che ora che ci penso per quanto ne so io poteva prendermi per il culo senza che io sapessi minimamente come fosse la bandiera della Russia) fortissimo e tantissimo, con un liquore dolcissimisimo alla fine. Divino.
E secondo giro sia.
Poi uno Jegermeister, poi la techno stufa..e di nuovo speati. Di nuovo io e Vale da sole. Di nuovo io e Vale da sole ubriache nelle prossimità di Patrick. E si sa che siamo in giro alle 3 del mattino, e' perché sa che siamo ubriache e se siamo ubriache e siamo insieme, lui non può che divertirsi.
Come da manuale, Vale gli scrive. Gli dice che stava lavorando e che sarebbe arrivato per le 4. Ancora un'ora allo spaeti. Guardo Vale e le chiedo quando è stata l'ultima volta che ha mangiato. Compriamo un tocco di pane con dentro un tocco di spinaci, tutto di forma perfettamente geometrica. E il primo morso diventa il primo sputo. Altri 50 cents persi per strada.
Alla terza Sterni battuta dallo spaeti che già' ci ama come fossimo figlie sue, decidiamo che l'unica soluzione, è andare sull'altalena. Dunque andiamo al parco lì di fianco, ci incastriamo nel cesto (quello tondo, dondolante, qui posto ad un'altezza spropositata a confronto di quello che sono le nostre gambe, ma anche a quella che e' la nostra lucidità).
Precisamente, io: “Mah, io faccio cosi di solito..” e ci cado dentro in piena faccia e a gambe all'aria.
Appena salgo mi accorgo che il vestito da calabrese povera ma terrona di Vale e' esattamente identico a quello che aveva Bambam dei Flistones. Io ne rido di brutto, lei per niente.
All'alba di un quarto le cinque, pieno sole sulle nostre facce color bandiera russa, Patrizio, si degna della sua presenza. Si siede a terra, io sono in una posizione improponibile su una giostra, impaurita nel muovermi che mi partisse qualche tendine; Vale lo raggiunge, e lui indicando il vestito le urla “Bambambammmm!”.
Questo si che e' vero amore.
Si chiacchiera, si tirano le 7. Io alle 11 iniziavo a lavorare e lì iniziava a diventare noioso. Momento perfetto per andare a dormire. Saluto, Vale dice che mi raggiungerà in dieci minuti, come effettivamente ha sempre fatto. Lui e' confusissimo dal fatto che io me ne stia andando, mi segue non solo con gli occhi ma con tutta la facciona, senza alcun ritegno, finché' non scendo i gradini. E io mi curo che lui lo faccia, chiaramente.
Prendo la uban, arrivo a casa, milionesima canna, piadina, "Giardini in autunno" e il sonno e' giustamente arrivato.
Erano le 7.45.

Alle 8.30, mi sveglio. Casa vuota "..Vale?...Vale?". Keine Vale hier.
Ecco, lo sapevo, lui le ha detto tutto, le ha fatto vedere il quaderno..ora che cazzo faccio? La chiamo e non risponde. La richiamo, telefono spento.
Panico totale.
Ora torna a casa e io che cosa le rispondo? Con che coraggio posso guardarla negli occhi?
Deciso: le dico che me lo aveva chiesto di fare un sacco di tempo fa, ed era cosi, solo una cosa tenera.
Credibile quanto la storia delle radiografie al ginocchio quando sono andata a Milano andata-ritorno in giornata solo per scopare con F.
Mi arrovello nel letto, morente di caldo, mezza nuda, con i piedi verso la testata per poter respirar di più. Ho creduto di soffrire anche d'asma, per un attimo.
Tempo dieci minuti, sento la chiave nella serratura. Muoio un attimo dentro, Vale mi guarda e ride, mi rianimo. Lascia la porta aperta, fa un giro per casa, in silenzio e mi fa: "Non c e' Martin vero?" "Perché mai ci dovrebbe essere Martin qui?".
Ed entra Patrick.
Bella lì.
Come sempre, mi invadono il letto. Propongo dignitosamente di spostarci in sala. Lui canticchia "beer beer beeer!".
Mi alzo, mi vesto, vado in sala. PC, musica, birra e canna. Tra due ore devo essere al lavoro.
Vale va a farsi la doccia. P. mi bacia, ho letto tutto, dobbiamo parlare assolutamente, ti prego ti voglio (ho chiuso il quaderno con "So, you want me? Fucking come on and break the door down, I'm ready"). Mi bacia dolce come non aveva mai fatto e io mi sciolgo come un porceddu su' foco.
If you want me why you call her and not me?!
E mi bacia.
Si va be'. Blablablaaaaaaaaaaa.
In un mix ubriaco di tedesco inglese:
"Du willst me nur when you are so drunk that you cannot even hope in an erection. quite useless, oder?" (mi vuoi giusto quando sei cosi ubriaco da non poter neanche sperare in un erezione. abbastanza inutile, no?)
No baby, i need to meet you.. tomorrow, in the night, at 4..
Ma incontrarci alle 22 come dei bravi cristiani mai eh?
Non rispondo, ma lo bacio. Risbuca Vale. Ah, i bei vecchi tempi dei limoni nascosti. Gesù che stress.
Mi doccio e mi preparo per andare al lavoro. Lui si addormenta nel mio letto e lei e' lì di fianco a guardare un film.
Vado al lavoro, ubriaca fradicia. Apparentemente, completamente sana (a detta anche di persone affidabili a riguardo). Scivolone in mezzo alla sala, mentre lavavo i tavoli. Mi sfracello nuovamente di faccia. Riprendo a lavare i tavoli e mi si infilza una scheggia di legno nel pollice. In ogni caso, riesco a sopravvivere per le 8 ore e torno a casa.
Patrick se n'è' appena andato.

Vale: - E poi stamattina abbiamo scopato un pochino..
Io: - Ma proprio qui nel mio letto? Proprio dove sono sdraiata ora?

Mi lancia uno sguardo agghiacciante da - Ma stai zitta almeno, troia.
Al che rientro col mio molle corpo nel guscio e mi ammutolisco.
Lei va da Martin e io scrivo un messaggio a Patrick "I'll be at home alone bis tomorrow morning. das ist mir egal." ( sono a casa da sola fino a domattina, ma fai un po quel cazzo che ti pare.)
Al che ora mi sto chiedendo se si capisse il senso del "se vuoi venire, cosi mi dici quello che devi dirmi..".
Spero di no, che almeno magari magari dopo aver riscattato 100 euro al lavoro verso l'1, posso andare a dormire, anche se non proprio serena serena.
Ed è subito domenica.