lunedì 2 agosto 2010
L'incontinenza.
Eccoci arrivati al vero nodo da sbrogliare: "I want both of you.".
Finalmente, lo hai ammesso. Felicemente sorpreso del mio "Lo so, ma non è un problema per me. Però per lei si."
Seduta tra le tue All Star, tu che dall'alto della poltrona ne sorridi, fiero di me, e mi baci. Sembra tutto folle, al punto da avere crisi d'ansia nel sentire la tua pelle nuda sopra di me. Mi viene da urlare, piangere, strapparmi quella carne unta di te da dosso. Mi alzo e mi rivesto, per una, due, cinque volte. Alle sesta, cedo.
E quando cedi, c'è sempre qualcuno che deve passare per vederti cadere.
Quell'uno, quella mattina presta, era un australiano portato a casa solo qualche ora prima, lasciato da principio solo a dormire in camera. Che i genitori, devono fare le cose da grandi, e parlare, e risolvere tutti i problemi che in altre sere si sono ritrovati invece a creare.
Come una pubblicità, appena un attimo prima della scena chiave.
E tutto ricomincia, subito dopo lo stacchetto.
"So we are alone, finally".
Con del tempo che non sappiamo gestire, un me che diventa sempre più pieno di paura e rimorsi.
Invece di arricchirmi, sento solo di implodere a starti vicino. Anche quando mi accorgo di quanto sia facile abbracciarti per dormire. Anche quando in mezzo a tutti, vedo che c'è sempre un filo di sguardi che ci tiene legati.
Lo stesso che si sarebbe dovuto spezzare già molte volte, la certezza che comunque vada, ci rivedremo di nuovo e nulla tra noi sarà cambiato
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eccoti ti ho ritrovata.... mamma mia che casino, ma hai una vita davvero eccitante.... eh mi ricordo quando anche la mia era così, quando ero ancora giovane ;) scherzi a parte, cerca di prenderti cura di te stessa, in tutta questa tempesta... un abbraccio
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