Non serve andare in Mongolia, Afghanistan o Perù per vedere qualcosa di diverso.
E io questi tedeschi continuo a non capirli. Non li capisco, ma mi rendo conto che mi ci sto abituando; me ne accorgo ripensando che qualche giorno fa ho visto un tipo nudo in metro che “faceva snow” e non me ne sono minimamente sorpresa.
E mi potrei abituare anche più piacevolmente al fatto che una volta su tre percorro il tratto metro-casa con tipi (anche molto più fighi di quelli con cui ho flirtato tutta la sera) a parlare delle nostre vite come se ci conoscessimo da sempre, concludendo le confessioni con una naturalissima lingua in gola ed un seguente “Ciao, torno a casa dalla mia ragazza”. (e io che penso, “Eh va bè, io invece torno a casa da Valeria..”).
Non mi strazio nemmeno più a proporre finali alternativi.
E quello che più mi sorprende di tutta questa insensatezza è la naturalezza del susseguirsi degli eventi.
Che poi magari sono io ad essere una costante eccezione per chiunque. Certo, sarebbe carino avere quel paio di minuti in più per poterglielo chiedere.
Ma non facciamo i pignoli.
Resta comunque il fatto che mi sembra di essermi persa un passaggio: da quando i baci non contano più nulla? Ai miei tempi almeno un “Mi piaci” lo volevano dire. Erano un inizio, un intermezzo, un durante. Non certo un comune modo per concludere una qualunque conversazione.
Sarà che a furia di fare lavatrici e spazzare pavimenti sono invecchiata senza nemmeno accorgermene?
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