venerdì 25 dicembre 2009

Cosa fa like a virgin il giorno della vigilia?

Ecco la mia vigilia, dopo che hanno soppresso i voli Italia-Germania causa neve.

Doveva venire da me un tipo, palesemente per provarci, la mattina alle 11. Mi chiama alle 9, io che dormivo da 1 ora (problemi di insonnia causa nervosismi vari) e mi fa...sono gia qui, è un problema?
Ma va cosa dici mai....!
Ma visto che tanto non me ne frega niente, gli ho aperto bella che struccata e con la faccia rigonfia a mo' di zampogna.
Non capendo bene se era vero o se stessi ancora sognando, mi ritrovo sul tavolo una botiglia di vodka e succo d arancia.
Non capendo ancora bene cosa stesse succedendo, tempo mezz'ora e la bottiglia era agli sgoccioli. Intanto chiaccheriamo, alla fine è pure simpatico, quindi il tempo passa e va come doveva andare.
Io, sempre più rincoglionita nel frattempo.
Sono le 2 e passiamo alla birra, che si sa, non fa mai male.
Sostenendo che in mezz'ora se ne sarebbe andato, chiudo la porta con lui fuori alle 5 di pomeriggio.
Chiamo una mia amica da cui dovevo andare a cena e mi fa..e si l'altra tipa arriva tra un'ora, ce la fai?
E come no, mai avuto riflessi cosi' lucidi.
Un'ora dopo, ovviamente, riesco ad uscire dal bagno con una faccia quasi passabile. Dio lodi il make up.
Arrivo da lei con quelle due ore canoniche di ritardo.
A cena c'è anche una tipa coreana, a cui contavo di aggrapparmi visto che l'altra non la sopporto (era un po' la giornata da "ok, non ho proprio un cazzo da fare, sfogliamo la rubrica..").
Effettivamente è simpatica, riesco a reggere di parlare tutta la cena in inglese senza troppi problemi.
Ma presentarsi a casa altrui a mani vuote, si sa, non sta bene.
Una bottiglia di vino è finita.
Mi do alla coca light sperando mi corroda a dovere il contenuto dello stomaco.
Provo a mangiare la pasta, ed era una di quelle cose oscene che solo gli obesi possono cucinare. (questa è quella del post, dei krapfen, crepe e cappuccino)
Va bè, ripiego su pane e formaggio, ripetendomi "pane assorbi, pane assorbi, pane assorbi".
Chiamo un amico, stiamo un'ora al telefono e finisco i soldi. Giusto perchè sono giorni di ricchezza. Sostiene che tra qalche giorno viene a trovarmi,lui che non si è mai scollato da Como, ma questo lo realizzo solo ora.
Torno in cucina, passo davanti allo specchio e caccio un urlo. Magari una tappa in bagno ricostruttiva puo' essere utile.
Il make up fa miracoli, ma a tutto c'è un limite.
Decidiamo di uscire; pare che qui la vigilia sia festa uber sacra e dunque è tutto chiuso. Al che non diventa più una scelta di locale, ma una ricerca disperata.
E in questo (nella disperazione in generale) sono il master: ingresso a 1 €, locale famoso e vicino, con pista e sala fumatori.
Ma noi che siamo donne sagge, pensiamo bene di farci un chupito di vodka gelida prima di uscire, per amortizzare il freddo.
Usciamo, perdiamo il tram, andiamo alla uban e decidiamo che la birra che Won (la coreana) sta bevendo sembra coca cola. E perchè dunque non smezzarla con la vodka? Orgogliose del nostro lavoro, riusciamo anche a finirla senza doverci tappare il naso.
Arriviamo al locale, io e Won siamo prese bene e andiamo a ballare. Tempo tre quarti d'ora e si era già limonata tutto il locale. E non è un eufemismo. Me compresa, ma su questo preferirei sorvolare.
Normalmente si va in un locale, si beve, si fanno due chiacchere e si torna a casa.
Noi che siamo anticonformiste invece pensiamo bene di far svenire Won tre volte, una per sala. La quarta, non si rialza più.
L'obesa sclera, le urla dietro e diventa paonazza.
Io cerco di evitare che la gente nel frattempo la calpesti.
Al che, con ogni buona ragione, ci buttano fuori.
Un bel quadretto natalizio di lei stesa a terra sul marciapiede con la sua testa sulle mie gambe e il mio culo sulla neve.
E già che ci sono, inizio a raccontarle delle storie su idialliaci amori e vacanze al mare per tenerla sveglia ed evitare che mi vada in coma.
Un uomo toccato dallo spirito di bontà delle feste, ci accompagna a casa. E non è mica come dirlo, portare su e giù una dalla macchina a peso morto, controllando di tanto in tanto se respira ancora.
E ovviamente l'obesa non ne vuole avere nulla a che fare e mi insulta per come la porto su per le scale.
Mi auto compiaccio di avere un post sbronza da mezzogiorno che mi consente tutta la tranquillità del mondo. Sorrido e continuo a descriverle noci di cocco e tartarughe che fanno le uova.
La metto a letto, la spoglio che ha anche le mutande piene di ghiaccio e la infilo sotto le coperte. Come minimo, un'ora e mezza di lavoro.
Ormai alle cozze, mi sdraio di fianco con un dito sotto il suo naso per sentire il fiato che esce.
Entra l'anima della serata e mi dice che devo dormire sul divano, perchè quello è il suo letto. "Ma il tuo coinquilino non c'è" "Non penserai mica di dormire in camera sua! Se proprio c'è il divano..non potresti usare neanche quello, ma visto che ti voglio bene..".
Trascino le mio occhiaie fino al divano. Non so come, riesco a squadrarlo e decido di tornare a casa.
Cambio due metro e non so per quale buon vento, in mezz'ora, dette anche le 5, sono in Hermanplatz.
Esco dalla metro e c'è un tipo detro di me con due birre in mano.
Cammina cammina, arrivo davanti a casa. Mi giro e lo vedo che fa per proseguire.
Penso che tanto peggio di così non potrebbe andare. Gli chiedo se mi fa compagnia a bere qualcosa che non ho per nulla sonno e mi risponde in tedesco.
Penso che con tutto quel freddo, non potevo di certo essere ubriaca. Gli dico di lasciare stare che se non parla inglese tanto valeva che stessi a casa da sola. Faccio per allontarmi e sento un "oh, but you were so sweet!".
I problemi di comprensione linguistica continuano fino alle 10 di mattina. Realizzo che sono 12 ore di fila che sto bevendo.
Lo guardo. Ventidue anni, i capelli rasati da un lato, dall' altro quasi lunghi sfumati dal biondo al blu passando per il verde e il rosso. So che non lo dirESTI mai, ma erano vermanete una figata. Magrissimo, occhi azzurri scuri sempre bassi, la faccia da bambino kinder e la voce imbarazzata. Dr Martins e piercing al labbro sotto.
Gli faccio il letto e vado a lavarmi i denti.
Passo a salutarlo e stava guardando south park. Va bene che non ho mai mancato di avere fiducia nel prossimo, ma lasciarlo lì col mio computer, mi pareva un po' eccessivo.
Guardiamo south park. Penso che nè io nè lui ci abbiamo provato minimanente e che è pressoche assurdo che con tutti i casini di comunicazione non si sia sfociato in un "E' venuto il momento di tappargli la bocca".
In casa tira quasi il vento, prendo il piumone e ci infiliamo sotto. Quasi collassando appoggia le testa alla spalla, poi si sposta e mi chiede scusa.
Mi fa una tenerezza incredibile. No, non pietà. Tenerezza della più ingenua.
Gli dico che non c'è problema e gli do un bacio sulla fronte, senza chissà quale fatica visto qualsiasi movimento facessi me la trovavo incollata alla faccia.
Credo dorma, ma sono talmente inglobata nel divano che scoprirlo era impossibile. Intanto gli carezzo la testa e gli assurdi capelli, nello stesso modo in cui lo avrei fatto con la mia coinquilina.

Ed è stato incredibile come tutta questa morbidezza di movimenti sia sfociata in baci e sesso.
Che no, non era sesso. Non mi ha mai toccata, nè ha mai staccato gli occhi dai miei. Naso a naso, tutto il tempo, coi corpi incollati e le dita fredde su capelli e viso. Come se il sesso fosse solo una conseguenza dell'aggrovigliarsi dei corpi, con movimenti pressochè inesistenti.
Ci addormentiamo senza che la posizione di tutt'uno cambi, senza nessun tipico mi rimetto la maglietta o devo andare in bagno.
Ci risvegliamo, ogni 5-10 minuti ed è tutto un da capo, mi bacia, mi dice "You're so a sweet girl". Poi si ferma, sorride e si corregge. "You're my sweet girl".
Non riesco a togliergli gli occhi di dosso, paralizzata, ipnotizzata, incanta e stupita come non mai. Non riesco a non ridere\sorridere. Con la coperta sopra le nostre teste e le mani ingrovigliate sulle sue labbra.
Vede che sono a disagio, non parla (forse perchè non sarebbe mai riuscito a formulare un discorso del genere in inglese, forse perchè tanto non sarebbe servito).
Non gli serve nemmeno farmi capire che lo ha capito, resta tutto lì, a risolversi attraverso i corpi.
Disagio perchè per la prima volta sento che il fisico c'entra ben poco, perchè mai nessuno era riuscito a trasmettermi tanta delcezza e tutto quel rispetto.
Mi paralizzo e mi sento uno schifo per non essere riuscita a dare nulla del genere neanche nelle relazioni più durature.
Si addormenta con la testa poggiata alla pancia nuda. Poi sono io a stargli stretta al petto con il suo braccio che mi avvinghia come se stessi per cadere.
Tiriamo le 11. Poi le 2 e poi le 3.
Ci alziamo, fumiamo una sigaretta, chiaccheriamo del più e del meno con io che giro per la stanza più confusa che mai.
Lo accompagno all'uscita, ripercorrdendo i miei "I want to stay here for all the day" sussurati sotto le coperte e i suoi "I love this moment" e mi chiudo la porta alle spalle.

E con la testa sono ancora lì. Ed è una sensazione bellissima.

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