E' venuto il momento di capire. Capire che mi piacciono i disperati perchè il mio obiettivo di vita è passare le giornate fatta in poltrona a ascoltare gli Eurythmics, ma che non lo faccio perchè non sta bene.
Capire che sono una sottoborghese con l'anima di Sick Boy.
Capire che è una convivenza difficile, perchè una sottoborghese non schifa lo sballo, ma "lo usa con scopi più produttivi di quanto farebbe un tossico per strada". Uno di quelli della Milano coi genitori che si sono costruiti la casa da soli e invece loro a 30 anni abitano da soli e mantenuti, perchè la realtà non è più quella di una volta.
Perchè in realtà, forse i miei genitori hanno smesso prima di spendere i soldi in fumo e alcol e hanno risparmiato. Io risparmio, ma quelle sono cose essenziali quanto l'affitto e il frigo mezzo pieno.
E' una convivenza difficile perchè il limite tra lo sballo costruttivo e quello autolesionista è fragile.
Perchè so che ci sono cose di cui sono convinta ma che comunque mi comporto in modo diametralmente opposto. E me ne accorgo in un frangente di ragione che non è propria della della mia morale ideale nè di quella con cui agisco.
Dunque, facciamo così: io ci provo, a camminare sulla linea d'equilibrio. Quando mi sfracellerò al suolo - e sicuramente non me ne accorgerei -, mi venite a raccogliere.
c'è chi si sente vivo
RispondiEliminasolo se cammina sul filo
lo faccio anch'io, ma non sono un funambolo.
Non distraetemi.