Giusto mentre il bus stava arrivando, dopo piu' di venti minuti che lo attendeva li' a pochi metri da me, si tiro' la custodia della chitarra al petto. Con la faccia seria si affretto' a estrarre dalla tasca laterale un calice da vino, lo strofino' con la manica e me lo porse sorridendo zitto.
Io a sorridere non ci sarei proprio riuscita, pero' lo feci lo stesso. Gli ricolmai il bicchiere con del "Capliolo" lieblich, rigorosamente raccolto dall'angolo angebot dello spaeti.
"You drink alone?"
"Better then don't drink."
Che a bere da sola non ci ero mai arrivata. Che arrivare ad aspettare qualcuno alzata fino alle 7 di mattina, non c'ero mai arrivata, che piangere come una bambina non mi capitava da molto, molto tempo. L'ultima volta ero a scuola, accartocciata in cortile a piangere perche' nessuno mi aveva mai regalato un mazzo di rose.
Ora mangio uova sode a letto, ascolto "Somewhere over the rainbow" e guardo Bud Spacer. Solo perche' visto che non posso averti, cerco di diventare come te. Cerco di diventare te.
Di assimilarti, ora che mi ricordo ancora il tuo odore. Ora che mi ricordo ancora come ti muovi. Ora che tanto di te non mi liberero' ancora.
E allora bevo sola, si'. Che quando lo facevamo insieme, era come farlo da sola.
Che quando mi svegliavo e bevevo vodka-tea allungato, ridevi.
"Oh, so funny!"
Magari non era proprio funny sai. Mi fa piacere che ti rallegrasse vedermi in quello stato senza che ti preoccupassi minimamente.
Quindi, se non lo facevi tu, non lo faro' neanch'io.
Saro' te a tal punto che se non ci sei tu ad ignorarmi o maltrattarmi, dovro' far da sola.
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