"Did you miss me?"
"No"
"Oh, please!"
"No, I didn't..I though you were gone forever."
Me l'ero scordato, Moses me l'ha ricordato. Mi ero scordata che a settembre non vedevo l'ora di tornare in Italia e vi erano ben poche possibilità nella ma testa labile che sarei mai tornata.
Poi dopo qualche mese di Milano, mi sono resa conto che non si aveva propro da fare, e ho dato per scontato, almeno dentro di me, che sarei venuta a vivere a Berlino.
Senza minimente considerare che io qui ci avevo vissuto "da vacanza". Da problemi creati e cresciuti senza che mai poi avrei dovuto affrontarli.
E ci son anche tornata, dimenticando che avrei dovuto, una volta per tutte, prender posizione.
E di lui che ci faccio? Il destino mi tormenta, continuo a vederlo in giro per Prenzlauer Berg con contorni di "Ciao dove vai che fai" ed oggi siamo arrivati al "Passi da me domani al lavoro?" "Okay..".
Maybe, okay un cazzo.
Ma non posso nemmeno far finta che non mi manchi passare una notte trascinata per giorni con lui, di non aver voglia di raccontargli quello che mi passa per la testa come si può fare solo con chi non ci interessa minimamente. E' solo che il suo non interessarmi è una condizione esterna, mentre di mio sarei andata in tutt'altra diirezione.
Tutt'altra direzione forse no, però a tutt'altra volocità sicuramente.
Che di fatti è comodo per lui avere a che fare con una che di pretese non ne ha mai avute.
Dunque, il piano è questo: domani passo di lì, gli chiedo di uscire a fumare una sigaretta e gli dico che se ci ha voglia di vedermi, di prendersi l'impegno di una serata per me. Che io di star lì ad aspettare lui che finisca di lavorare come un cane, non ne ho intenzione.
Insomma, l'immoralità mi va ancora bene, però almeno al rispetto non ci voglio rinunciare.
Ovviamente, conto sul fatto che lui annuisca gentilmente e che poi svanirà senza mai più chiamare. Giusto perchè, io non riesco a smetterla, provo a punzecchiarlo con paletti, delegando ogni decisione.
Nessun commento:
Posta un commento